Persone a rischio
Il livello d'igiene riscontrato nei paesi europei sembra indicare una sottovalutazione del rischio microbico.
Tuttavia, un certo numero di malattie trasmesse dai germi potrebbero essere evitate, o quanto meno si potrebbe ridurre la loro incidenza, sia che si tratti di raffreddore o di dermatosi, di
herpes o di infezioni cutanee.
Soprattutto, una buona igiene permette di evitare la trasmissione di quelle malattie a delle persone a volte
particolarmente sensibili. In effetti, è opportuno raddoppiare le cautele nei confronti delle popolazioni cosiddette "a rischio", per le quali un banale contagio può avere
conseguenze drammatiche; una realtà, questa, di cui i bambini - che sono potenziali vettori di microbi - sono raramente consapevoli.
Si tratta
- Dei neonati
Il neonato è quanto mai sensibile alle infezioni.
Alla nascita, la sua pelle è coperta dalla vernice caseosa, che le conferisce un pH alcalino per alcuni giorni. Essa è molto sottile, sterile, e priva
di secrezioni sudorali e sebacee. L'assenza di
flora commensale e di
immunizzazione alla nascita rende il neonato particolarmente vulnerabile.
È vero che il processo di immunizzazione comincia molto presto (meno di 48 ore dopo la nascita), ma è anche vero che la
sua evoluzione è lenta. Il nuovo nato è pertanto esposto al rischio di contaminazione materna al momento del parto se l'igiene dell'ambiente circostante non è adeguata. Successivamente, la
grande fragilità immunitaria e la facilità con la quale i microrganismi possono penetrare la barriera cutanea suggeriscono di adottare la massima cautela sia riguardo agli oggetti che
entrano a contatto col bambino che riguardo alle persone che lo toccano, che debbono assolutamente attenersi a una buona igiene personale ( vernice caseosa
).
- Le donne incinte
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- Persone anziane o malate
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Le condizioni di
immunodepressione e di
immunosoppressione
Inoltre, a parte questi casi specifici, l'igiene personale deve diventare come un rituale che ognuno di noi
esegue automaticamente e con precisione, affinché il nostro prezioso organismo non si alteri. |
La pelle
Con una superficie di quasi due metri quadrati e un peso di oltre tre chilogrammi nell'individuo
adulto, la pelle umana è costituita dal derma in profondità e dall'epidermide in superficie; in questo strato si trovano i
follicoli pilo-sebacei e le
ghiandole sudoripare.La sua temperatura è di 32-33 °C, ma alcune zone sono più fredde (30 °C a
livello delle piante dei piedi) o più calde (35 °C sotto le ascelle). Il pH è acido (5-6). La pelle rappresenta la più forte difesa del corpo rispetto alle aggressioni esterne, avendo le
funzioni di una barriera che si oppone ai cambiamenti chimici, fisici e microbiologici dell'ambiente circostante. Su di essa alligna un ecosistema microbico ricco e diversificato, che
riveste un ruolo essenziale per l'equilibrio dell'organismo.
Le zone asciutte della pelle sono poco colonizzate dai microbi, diversamente dalle zone umide (d
100 a 108 batteri per cm²). .
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Le mani e le unghie sono i bersagli prediletti della contaminazione microbica, per via della loro evidente esposizione. |
Le mani accolgono in effetti un numero considerevole di microrganismi (da 104 a 108 per cm²) potenzialmente
Patogeni venuti dall'esterno o da altre zone del corpo;
tale trasmissione può avvenire per contatto diretto o incrociato, o anche dipendere da germi trasportati dall'aria.
Il pericolo più serio sta nella facilità con cui le mani e le unghie li veicolano contaminando tutto ciò che poi toccano.
Per questa ragione, il lavaggio delle mani è essenziale in un gran numero di professioni, tanto in ambito
ospedaliero, per ridurre al minimo il rischio di
infezione ospedaliera, quanto
nell'industria alimentare, per evitare qualsiasi
tossinfezione alimentare o
in qualsiasi altra industria che esiga rigorose condizioni di sterilizzazione.
Anche nella vita quotidiana è necessario lavarsi le mani ogni volta che si viene a contatto con un elemento potenzialmente contaminante (qualsiasi essere vivente od oggetto sporco), dopo
essere andati al bagno o prima di mangiare o preparare i pasti.
Le altre zone della pelle sono più o meno sensibili alla contaminazione e allo sviluppo dei microbi, in funzione della loro ubicazione sul corpo e delle loro condizioni specifiche. Occorre quindi avere specialmente cura di lavare i punti umidi, come gli spazi tra le dita dei piedi, l'ano e le ascelle, oltre a tutte le zone coperte da peli, nelle quali i microbi trovano un ambiente altamente nutritivo, composto da sudore, sebo e residui cellulari.
Le
lesioni
Anche se sovrabbonda di microrganismi di ogni genere, la pelle resta pur sempre una barriera
impenetrabile. Soltanto il passaggio attraverso le mucose o le lesioni accidentali, frequenti durante l'infanzia, può permettere ai microbi di penetrare nell'organismo. Ogni lesione cutanea, per quanto piccola, è di fatto una breccia aperta nelle difese antimicrobiche della pelle. In tali condizioni, la flora transitoria e la stessa flora commensale possono rivelarsi patogene. Esse cominceranno a colonizzare la ferita, moltiplicandosi a
livello locale, e quindi passeranno a invadere l'organismo più in profondità, dando luogo a un'infezione. Pertanto, le ferite devono essere disinfettate, ma occorre evitare di
coprirle con un cerotto antitraspirante, che favorisce lo sviluppo microbico in seguito all'aumento del calore e dell'umidità.
Inoltre, non va dimenticato che i gioielli costituiscono, a livello della loro superficie o della zona di pelle che coprono, un ambiente potenzialmente favorevole alla crescita microbica. La pratica del tatuaggio e, ancor più, del piercing, (compreso il piercing dell'orecchio), crea aree particolarmente soggette alla colonizzazione microbica e all'infezione.
Le mucose
Il termine "mucose" comprende tutte membrane che rivestono le cavità dell'organismo e sono
mantenute costantemente umide dal muco. La loro composizione, la loro temperatura, le loro secrezioni e il loro pH variano in funzione della loro localizzazione (bocca, naso, occhi,
genitali, ecc.), ma tutte offrono un punto di presa sull'organismo ai microbi..
La bocca è particolarmente esposta alla contaminazione a livello delle mucose.
Vi si trovano più di un centinaio di specie microbiche; la saliva contiene quasi 108 germi per millilitro (J. Fleurette, "Flores microbiennes de la peau et des muqueuses"). Oltre
alla mucosa orale, i denti, la placca dentale e il solco gengivale si aggiungono alle zone particolarmente favorevoli allo sviluppo microbico. La forte acidità ambientale, dovuta alla
decomposizione dei residui del cibo, favorisce ulteriormente questo sviluppo.
In breve, l'ambiente è particolarmente adatto, e la tendenza dell'uomo a portare alla bocca le dita o altri oggetti spesso contaminati agevola notevolmente la formazione di focolai
microbici. Una buona igiene orale limiterà la formazione della placca e i problemi gengivali, oltre ai problemi generali dei denti e del cavo orale; ridurrà inoltre la contaminazione
veicolata dall'aria che interessa le persone vicine quando si tossisce o starnutisce senza aver cura di coprirsi la bocca con la mano.
Le mucose nasali sono una
fonte inesauribili di infezioni attraverso il muco. |
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di germi attraverso le mani o gli starnuti, tenendo presente che l'80% dei virus sono trasportati dalla
secrezioni nasali che contagiano le mani, e che questi si riattivano dopo circa |
La mucosa
oculare è, da parte sua, protetta dalle sostanze contenute nelle lacrime (
inmunoglobuline
Lisozima
...) , ma rappresentano una porta
d'accesso potenziale per i microbi. Bisogna quindi evitare di irritare l'occhio, e questo vale soprattutto per i portatori di lenti a contatto.
La zona del perineo è sensibile soprattutto nella donna, a causa della conformazione anatomica della mucosa e della vicinanza della zona anale. Ogni rischio d'infezione può essere eliminato
asciugando correttamente la parte interessata (verso l'indietro) e assicurando una buona igiene intima.